Giu 04 2015

Quante volte negli ultimi anni è stato detto che La Seo è Morta. Ho persino usato questa frase a corrispondenza esatta per capire se nel settore utilizzano di più il femminile (La Seo) o il maschile (Il Seo).

Immagine Seo maschile o femminile

Un dubbio che tutti i Seo italiani hanno sempre avuto

Nei fatti, quello che è morto è quel tipo di Seo che faceva guadagnare milioni di dollari alle agenzie “seo” che creavano network di blog, li riempivano di contenuti spammosi e link, in modo da conquistare i primi posti per determinate keyword.

Ho trovato molto interessante l’articolo finito nella top ten di Moz questa settimana, ovvero le “confessioni di un Google Spammer” di Jeff Deutsch

Confessions of a Google Spammer

Quello che invece non muore è la realizzazione di ottimi contenuti, focalizzati sul core business aziendale e che quindi naturalmente contengono le parole chiave con le quali vogliamo essere ai primi posti di Google. Se poi sono contenuti interessanti e vengono condivisi (come io ho appena condiviso le confessioni del Google Spammer) danno ancora più valore al blog aziendale.

Non è facile nei siti b2b, nei siti che si rivolgono al mercato del business to business, realizzare dei contenuti che siano anche virali. Non è nemmeno impossibile, però. Soprattutto se riusciamo a creare dei contenuti che siano interessanti per un pubblico più vasto di quello che è il nostro target di riferimento. Recentemente ho consigliato ad un’azienda concessionaria di pubblicità nei cinema e nelle multisala di Brescia di realizzare un blog con i film della settimana nei cinema di cui hanno la licenza. Questo permette di diventare un punto di riferimento per una piccola nicchia di appassionati che però saranno anche i fruitori finali della pubblicità dei loro clienti.

Le possibilità sono moltissime ma se l’obbiettivo è la Seo, cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca, non basta creare contenuti interessanti sui social network. La cosa migliore è infatti usare i social network per condividere i contenuti a partire dal proprio blog aziendale.

I passi sono quindi:

1) Decidere quindi la strategia per il proprio blog aziendale

2) Costruire il corretto calendario editoriale

3) Pianificare i contenuti con l’obbiettivo di ottenere un buon risulato nelle Serp (Pagine dei risultati del motore di ricerca di riferimento, nel mercato italiano praticamente sempre google.it)

Per questo mi diverto in questo lavoro: adoro scrivere (anche se scrivo molto poco sul mio sito, in quanto troppo impegnato in quelli dei miei clienti).

Ma soprattutto adoro la fase strategica, quella in cui vengono definiti i punti chiave da conquistare, la calendarizzazione dei contenuti, la messa in campo delle risorse.

E la vostra azienda è pronta ad aprire un blog aziendale?

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frazambe

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